24. Archeologia del cantiere protobizantino

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Archeologia del cantiere protobizantino

Cave, maestranze e committenti attraverso i marchi dei marmorari

di Giulia Marsili

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DETTAGLI 

Formato Dimensione Pagine Lingua Anno ISBN
LIBRO 21x29,7 560 Italiano 2019 978-88-6923-397-5

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Lo studio dei cantieri in relazione all'architettura antica rappresenta un ambito di indagine solo recentemente approfondito nella letteratura scientifica. Esso offre dati di notevole interesse circa la molteplicità di azioni che contribuirono alla nascita di grandi opere edilizie, con riguardo alle tecniche costruttive e produttive, ma anche alla componente umana e professionale coinvolta nelle diverse fasi del lavoro.
Il volume si occupa del cantiere di età tardoantica e protobizantina e ne prende in esame un aspetto particolare, quello del ciclo di lavorazione del marmo. La prospettiva da cui tale attività è indagata è quella dei marchi di lavorazione, sigle tracciate sugli arredi da maestranze e funzionari in diverse fasi del processo di produzione e distribuzione. Si raccolgono qui 3393 evidenze epigrafiche, apposte su un totale di 2951 manufatti, alcuni dei quali siglati più volte. Per esse si propone una classificazione basata su un criterio crono-contestuale, finalizzata a comprendere la funzione dei segni all’interno della filiera costruttiva e mettere in luce il ruolo svolto dalle differenti figure professionali nella fabbrica edilizia.
La possibilità di fare convergere sullo stesso tema di ricerca fonti complementari – archeologiche, epigrafiche, storiografiche, agiografiche, legislative – consente la ricostruzione di un segmento del lavoro del mondo antico estremamente articolato, in cui entravano in gioco numerosi attori, operanti a diversi livelli della società. In quest’ottica, le notae lapicidarum offrono un ampio spaccato sulla vita del cantiere, le istanze tecniche ed economiche in atto e le relazioni tra i gruppi sociali coinvolti. Esse testimoniano l’orizzonte culturale in cui le maestranze si collocavano e gettano luce su una categoria di lavoratori che per tradizione era solita scomparire dietro l’opera compiuta, senza lasciare memoria di sé e della propria individualità.

Giulia Marsili è laureata in Lettere classiche all’Università di Bologna con una tesi in Archeologia cristiana e medievale e ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Storia con indirizzo antico presso lo stesso Ateneo. Attualmente è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna (sezione Archeologia). Collabora da diversi anni alle missioni archeologiche di Kos e Gortina (Creta), occupandosi di architettura, scultura e cultura materiale. I suoi principali interessi di ricerca riguardano l’archeologia tardoantica e protobizantina, con particolare attenzione per la topografia cultuale del Mediterraneo orientale, la decorazione di arredo architettonico e liturgico, i processi di cantiere e le maestranze artigianali, la produzione anforaria.

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