Ad ostium Liris fluvii

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Ad ostium Liris fluvii

Storia del paesaggio costiero alla foce del Garigliano

di Kevin Ferrari

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DETTAGLI 

Formato Dimensione Pagine Lingua Anno ISBN
LIBRO 21x29,7 200 Italiano 2016
978-88-6923-132-2

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Come la maggior parte dei fiumi della costa tirrenica, la piana di foce del Garigliano si è costituita a partire dall’inizio dell’Olocene ed è stata da sempre caratterizzata dalla presenza di zone umide e paludi lungo la fascia costiera. A differenza di altri comprensori geografici simili, questo territorio ha potuto essere oggetto di uno studio paleoambientale unico nel suo genere: della zona disponiamo infatti di descrizioni dettagliate di epoca romana tramandateci da autori antichi e possediamo una delle pochissime rappresentazioni grafiche di età romana conservate in una vignetta del Corpus Agrimensorum Romanorum.
Questo studio attraverso l’esame di tutti i dati disponibili e il ricorso alle più moderne analisi paleoambientali carotaggi geologici, analisi sedimentologiche, datazioni al radiocarbonio, analisi paleontologiche, analisi paleobotaniche) si propone di ricostruire la natura e l’evoluzione del paesaggio e la reciproca influenza che questo ebbe con la presenza antropica. Queste zone umide hanno, infatti, attirato insediamenti fin dall’età del Bronzo e in età antica hanno assunto valori simbolici e sacri (come testimonia il santuario dedicato alla dea Marica alla foce del fiume), restando sempre un elemento caratteristico del paesaggio costiero.
I dati puntuali di natura geoarcheologica e paleoambientale consentono inoltre di proporre nuove risposte a problematiche aperte da tempo come la localizzazione di strutture portuali marittime, l’interpretazione della vignetta dei gromatici o ancora la possibilità di interventi dell’uomo tesi a eliminare o limitare le paludi. Si viene così ad aggiungere un nuovo tassello alla conoscenza delle piane di foce dei fiumi tirrenici nel quadro più ampio del rapporto uomo-ambiente nelle zone costiere.

Kevin Ferrari è laureato in Storia Antica presso l’Università di Bologna, dove ha conseguito anche il titolo di Specialista in Archeologia e di Dottore di Ricerca. I suoi interessi vertono su temi di topografia antica e geoarcheologia. I suoi studi e le sue collaborazioni lo hanno portato a sviluppare competenze multidisciplinari che ha applicato a ricerche sul paesaggio e sull’urbanistica antica incentrate principalmente sul rapporto tra geografia fisica, trasformazioni di un territorio, forma e distribuzione degli insediamenti. Da anni collabora con la Sezione di Archeologia del Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna prendendo parte a numerose missioni di scavo in Italia e all’estero, con particolare attenzione a problematiche di carattere urbanistico in epoca classica.

 

Sommario

Prefazione. C’era una volta la Topografia antica, e forse c’è ancora... VII
Pier Luigi Dall’Aglio
Introduzione

Prima Parte
1. Geologia e geomorfologia 

Lina Davoli, Piero Bellotti
1.1. Inquadramento geologico (Lina Davoli)
1.2. Lineamenti geomorfologici generali dell’area (Lina Davoli) 
1.3. La dinamica deltizia (Piero Bellotti)

2. Storia degli studi 

2.1. La riscoperta di Minturnae e le prime attività di scavo 
2.2. Gli scavi di Minturnae e del santuario di Marica 
2.3. Le ricerche nel fiume e nel territorio 
2.4. Gli studi più recenti 
2.5. Problematiche e prospettive per un nuovo studio geoarcheologico e paleoambientale 

3. Inquadramento storico 

3.1. La piana di foce del Garigliano prima dei Romani 
3.1.1. Dal Paleolitico all’Eneolitico 
3.1.2. Eneolitico e Età del Bronzo 
3.1.3. Età del Ferro 
3.1.4. Gli Aurunci e Roma 
3.2. La piana del Garigliano sotto la dominazione romana 
3.2.1. La deduzione della colonia romana 
3.2.2. Minturnae nel periodo repubblicano e imperiale 
3.2.3. Minturnae dalla crisi del tardo-antico all’abbandono medievale 
3.3. La fascia costiera della piana del Garigliano nel Medioevo 

Seconda parte
4. Metodologia: “Survey” del sottosuolo e indagini paleoambientali 
4.1. Fase 1 
4.2. Fase 2 (Piero Bellotti, Lina Davoli, Kevin Ferrari, Marta Mazzanti, Paola Torri) 
4.3. Fase 3 

5. Caratteri stratigrafici 
Piero Bellotti

5.1. Caratteri stratigrafici e ambienti deposizionali olocenici 
5.2. Evoluzione del paesaggio fisico 

6. Analisi palinologiche a Minturno (Pianura Deltizia del Garigliano) 
Paola Torri, Marta Mazzanti

6.1. Discussione 
6.2. Conclusioni 

7. Le paludi di Minturnae nelle fonti scritte 
7.1. Strabone e l’ambiente di Minturnae nelle fonti letterarie 
7.2. Plutarco e le paludi di Minturno 
7.3. Considerazioni storico-topografiche sulle paludi 

8. Rappresentazioni antiche, cartografia e fotografia aerea 

8.1. Rappresentazioni di Età Romana: la vignetta dei Gromatici 
8.2. La cartografia moderna 
8.3. La fotografia aerea 

9. Le fonti archeologiche 
9.1. Le fonti bibliografiche e le carte archeologiche precedenti 
9.2. Le fonti d’archivio 
9.3. Carta archeologica 
9.3.1. La ricognizione archeologica 
9.3.2. Schede di sito 
9.4. Considerazioni sul popolamento antico 

10. Conclusioni
L’evoluzione del paesaggio costiero alla foce del Garigliano 

10.1. Le origini e la formazione del delta 
10.2. L’ambiente costiero prima dell’Età Romana 
10.2.1. L’ambiente costiero dal neolitico all’Età del Bronzo 
10.2.2. L’ambiente costiero durante l’Età del Ferro 
10.3. L’ambiente costiero in epoca romana
10.3.1. L’Età Repubblicana 
10.3.2. L’Età Imperiale 1
10.3.3. Limitatio di Età Sillana e centuriazione dell’area costiera 
10.3.4. Il problema del porto 
10.4. L’ambiente costiero dall’abbandono di Minturnae ai giorni nostri 

Bibliografia 

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