Bologna dopo Morandi 1945-2015

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Bologna dopo Morandi 1945-2015

Catalogo della mostra omonima

a cura di Renato Barilli
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DETTAGLI 

Formato Dimensione Pagine Lingua Anno ISBN
LIBRO 23x27 160 Italiano 2016 978-88-6923-166-7

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Nel 2015, in questa sede di Palazzo Fava e a cura di Genus Bononiae, con catalogo anch’esso edito da Bononia University Press, si è tenuta una mostra assai importante che passava in rassegna ben sette secoli di arte a Bologna, DA CIMABUE A MORANDI, non priva neppure di qualche sguardo sul periodo posteriore. È venuta naturale l’idea di mettere a fuoco quegli ulteriori settanta anni, anch’essi ormai trascorsi, passando così “alla moviola” il periodo che dal 1945 va fino a ieri, al 2015, ospitando una settantina di artisti, tutti nati o attivi a Bologna e dintorni. Un simile percorso è stato articolato in “stazioni”, 12 di numero, ognuna delle quali prende le misure sui grandi fenomeni che in quegli anni si sono verificati a livello nazionale e internazionale, ma con particolare attenzione ai modi secondo cui questi sono stati filtrati nel nostro territorio, e da parte delle varie personalità emerse nel frattempo, ciascuna con i propri umori e il proprio stile. Tra le tappe più sostanziose di un simile percorso, emerge l’Ultimo naturalismo dovuto al nostro maggiore critico del periodo, Francesco Arcangeli, che con quell’etichetta ha operato la confluenza dei nostri artisti nelle coordinate generali dell’Informale. Ma abbiamo pure avuto episodi notevoli di uscita da quel clima, verso il tentativo di stabilire “Possibilità di relazione”, cresciute negli anni fino a confluire nel clima della Pop Art, di cui anche qui a Bologna si sono avute tracce significative. Anche attorno alla Scuola di Palazzo Bentivoglio, fondata da Vasco Bendini, sono emersi momenti notevoli, con Pierpaolo Calzolari, capace di confluire nell’Arte povera, e con Luigi Ontani, risoluto autore di un ribaltamento dal “povero” al “ricco”, attorno a cui si è realizzato il clima del postmoderno, o del citazionismo, e si è pure costituita la notevole formazione dei Nuovi-nuovi. Un altro momento di grande importanza si stabilisce attorno a Andrea Pazienza e ai suoi colleghi, tutti fumettisti di prima qualità. Infine, compare anche un’ultima stazione, dedicata a presenze proiettate verso il futuro, accompagnate da efficaci esempi di videoarte.

Palazzo Fava. Palazzo delle Esposizioni
Celebre soprattutto per gli affreschi con storie d’amore e di magia sul mito di Giasone e Medea, eseguiti nel 1583-1584 da Ludovico, Agostino e Annibale Carracci nel salone al piano nobile, Palazzo Fava è stato acquisito nel 2005 e interamente restaurato dalla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna. Sede di esposizioni temporanee, è incluso nel percorso culturale – denominato Genus Bononiae. Musei nella Città – che collega edifici del centro storico recuperati e restituiti all’uso pubblico dalla Fondazione: la Biblioteca d’Arte e di Storia nella chiesa di San Giorgio in Poggiale, l’oratorio di San Colombano con la collezione degli strumenti musicali antichi donata dal maestro Luigi Ferdinando Tagliavini, Palazzo Pepoli con il Museo della Storia di Bologna, di recente fondazione, la chiesa di Santa Maria della Vita che espone il drammatico Compianto di Niccolò dell’Arca, con il Museo della Sanità nell’annesso oratorio, la chiesa di Santa Cristina, centro privilegiato per l’ascolto della musica, Casa Saraceni, sede della Fondazione e luogo di mostre d’arte, e infine il complesso della chiesa di San Michele in Bosco, con l’antico monastero, che dall’alto della collina domina la città.

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