Da Cimabue a Morandi

€45.00

Da Cimabue a Morandi

Felsina Pittrice

a cura di Vittorio Sgarbi
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DETTAGLI 

Formato Dimensione Pagine Lingua Anno ISBN
LIBRO 23x27 428 Italiano 2015 978-88-6923-003-5

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Dalla presentazione del volume: "Dopo il successo de “La ragazza con l’orecchino di perla”, Genus Bononiae. Musei nella Città, in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, ha ideato una nuova, grande mostra, per valorizzare i tesori, troppo spesso poco conosciuti, della città e del suo territorio. A ottanta anni dalla celebre prolusione di Roberto Longhi sulla grande tradizione artistica di Bologna, fino ad allora subordinata dalla critica a Firenze e a Venezia, la mostra “Da Cimabue a Morandi. Felsina pittrice”, curata da Vittorio Sgarbi, intende riproporre i principi e il metodo dell’illustre studioso e ripercorrere, attraverso il filo conduttore delle opere e degli artisti bolognesi, la storia dell’arte e della pittura italiana tra la fine del Duecento e l’inizio del Novecento: da Cimabue a Giorgio Morandi, appunto, consacrato proprio da Longhi come “uno dei migliori pittori viventi d’Italia”. La mostra si svolge nelle sale di Palazzo Fava, acquisito dalla Fondazione e aperto al pubblico nel 2011 dopo un lungo e accurato restauro scientifico. Gli affreschi di Ludovico, Agostino e Annibale Carracci e della loro scuola, che ne ornano le sale, saranno la preziosa, inestimabile cornice di un percorso culturale e artistico articolato in una ricca selezione di dipinti e sculture provenienti da chiese, musei, istituzioni e collezioni private, talvolta non bolognesi.
Per la prima volta saranno esposti insieme capolavori quali la Madonna in trono con il Bambino e due angeli di Cimabue, conservata nella chiesa di Santa Maria dei Servi, la celebre Estasi di santa Cecilia, dipinta da Raffaello per la cappella funeraria di Elena Duglioli Dall’Olio nella chiesa di San Giovanni in Monte (oggi nella Pinacoteca Nazionale), e la tavola di San Rocco e il donatore del Parmigianino, custodita nella basilica di San Petronio. A queste preziose testimonianze, spesso sottovalutate dagli itinerari turistici e forse poco familiari agli stessi Bolognesi, se ne aggiungono numerose altre, meno famose ma ugualmente importanti, a delineare un percorso culturale di altissimo valore per la storia della città e dell’arte italiana. Si tratta di un progetto davvero ambizioso, la cui realizzazione si è avvalsa dell’indiscutibile competenza e vivace intelligenza di Vittorio Sgarbi e del gruppo di valenti studiosi che con lui ha collaborato.
La mostra è, dunque, un’occasione irripetibile e da essa è derivato un significativo sviluppo delle collaborazioni con i musei comunali, gli altri musei italiani e altre istituzioni cittadine, ecclesiastiche e non. Con essa, Genus Bononiaeprosegue la sua fondamentale missione di porsi quale strumento di collegamento fra le diverse realtà cittadine, allo scopo di stabilire e rafforzare una rete di relazioni e interessi culturali che renda più evidente quello che Bologna effettivamente è: un solo, grande e prezioso museo diffuso.

Fabio Roversi-Monaco Presidente Genus Bononiae. Musei nella Città"

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