Felsina sempre pittrice

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Felsina sempre pittrice

Acquisizioni d’arte e donazioni per la storia di Bologna (2014-2016)

Angelo Mazza
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DETTAGLI 

Formato Dimensione Pagine Lingua Anno ISBN
LIBRO 22x21,5 168 Italiano 2016 978-88-6923-169-8

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La celebrità di Bologna è storicamente legata ai suoi pittori; non solo per i capolavori dei Carracci, di Guido Reni e del Guercino, contesi nel corso dei secoli da ambiziosi collezionisti, ma anche per quella folta produzione d’arte il cui elevato standard fu assicurato, tra Cinquecento e Settecento, da numerosi pittori di minore fama, ora ignoti ai più e quasi dimenticati. I nomi di Alessandro Tiarini, di Giovanni Maria Viani, di Giovanni Antonio Burrini, di Ercole Graziani, di Clarice Vasini, di Giuseppe Varotti, di Pietro Fancelli e di altri artisti rappresentati in questo volume poco dicono al grande pubblico che visita le mostre di routine dai nomi altisonanti. Compito della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, al contrario, è quello di ridare vita alla conoscenza della storia, recuperare il patrimonio disperso, restituire le opere al loro contesto, stimolare l’intelligenza della qualità della pittura indipendentemente dalla celebrità del nome, riguadagnare il significato delle opere e la loro funzione sociale entro la storia cittadina. Acquisendo presso la casa d’aste Dorotheum di Vienna il suggestivo dipinto di Alessandro Tiarini con il ritratto di Ippolita Lambertini Gozzadini, prozia di papa Lambertini, la Fondazione non solo ha consegnato alla città uno dei capolavori dell’artista, documento prezioso per la storia del costume nel primo Seicento, ma ha recuperato un’opera scomparsa nel 1906 nell’asta che segnò la diaspora della collezione senatoria della famiglia Gozzadini. Riportando a Bologna la tela di Ercole Graziani identificata sul mercato antiquario parigino sotto falso nome ha contribuito alla ricomposizione della serie dei quattro dipinti della collezione De Scarani celebrati dalla storiografia bolognese del Settecento, due soli dei quali sopravvissuti nella raccolta dell’Opera Pia dei Poveri Vergognosi. Assicurando alla città le due tele di Antonio Rossi con episodi della storia di Bertoldino, emerse nel 2014 in un’asta di Detroit come opere di Scuola italiana del tardo Ottocento, è stato rivitalizzato il rapporto sotterraneo tra pittura accademica e letteratura popolare sull’onda della fortuna settecentesca dei testi di Giulio Cesare Croce. Con il recupero del grande bozzetto di Donato Creti con l’Elemosina di san Gregorio, un tempo nella collezione Fava e trent’anni fa emerso sul mercato antiquario statunitense, la città è stata risarcita, in parte, della silenziosa perdita del capolavoro giovanile (di cui l’opera è preparatoria) del celebre pittore bolognese, un tempo nella chiesa di San Gregorio dei Mendicanti. Nell’incrementare le proprie raccolte la Fondazione ha ripercorso le tracce della storiografia cittadina, dalla Felsina pittricedi Carlo Cesare Malvasia (1678) alla Storia dell’Accademia Clementina di Bologna di Giampietro Zanotti (1739) e alle biografie pubblicate da Luigi Crespi nel 1769, passando attraverso lo scritto che lo stesso Zanotti dedicò nel 1703 al proprio maestro Lorenzo Pasinelli, “nuovo fregio di gloria a Felsina sempre pittrice”.

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