Il Castello di San Martino in Soverzano-Vol.2

€30.00

II - Architettura, Arte e Mitologia familiare nel contado Bolognese



Francesco Ceccarelli e Nadja Aksamija



Il castello di San Martino in Soverzano è uno degli edifici storici più significativi e al tempo stesso sorprendenti del contado bolognese. Nato come edificio fortificato a tutela dei territori di confine tra Bologna e Ferrara, si è poi lentamente trasformato in una originale villa rinascimentale godendo del suo massimo splendore nel XVI secolo quando i suoi proprietari, i Manzoli, decorarono il giardino e gli ambienti residenziali con uno dei più straordinari cicli emblematici dell’Italia del tardo Cinquecento, minuziosamente descritto da un letterato dell’epoca, Giovan Battista Bombello, che ne lasciò dettagliate testimonianze in più manoscritti di stampo encomiastico.
La sua architettura, le dimensioni contenute, lo stato di conservazione eccellente, dovuto a un’incessante opera di manutenzione integrata da misurati restauri, consentono di apprezzare un palinsesto singolare e ricco di stratificazioni.
Questo studio analizza per la prima volta in dettaglio la complessa storia dell’architettura e delle sue decorazioni, dimostrandone l’eccezionalità non solo per il contesto bolognese, ma per l’intera Italia settentrionale.

Francesco Ceccarelli è Professore Associato di Storia dell’Architettura presso la Facoltà di Architettura della Università di Bologna. Al centro della sua attività di ricerca è lo studio della architettura e della città italiana di età moderna, dal Rinascimento al Neoclassicismo, con particolare attenzione a Ferrara, Bologna e ai centri minori del basso Po. Ha dedicato numerosi studi all’opera di architetti italiani attivi tra il XV e XIX secolo, da Leon Battista Alberti a Giovanni Antonio Antolini. Con Nadja Aksamija ha recentemente curato il volume sulla Sala Bologna in Vaticano.

Nadja Aksamija è Professore Associato di Storia dell’Arte presso Wesleyan University (USA). Le sue ricerche attuali riguardano il paesaggio italiano e le ville bolognesi del secondo Cinquecento, studiate attraverso i loro aspetti ideologici e letterari. Si è occupata di arte e cultura della Controriforma, dall’emblematica e cartografia tardo-rinascimentale, alla committenza delle ville ragusee in Dalmazia e all’architettura dei Sacri Monti subalpini. Con Francesco Ceccarelli ha recentemente curato il volume sulla Sala Bologna in Vaticano.

Formato: 21,3 x 29

© 2013, pp. 135

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