Museo Civico d’Arte di Modena

€50.00

Dipinti dell’Ottocento e del Novecento


a cura di Tomas Fiorini, Francesca Piccinini e Luciano Rivi



Le testimonianze pittoriche del Museo Civico d’Arte di Modena permettono di ripercorrere, attraverso uno spaccato a carattere locale, aspetti e momenti significativi dell’arte italiana del diciannovesimo e del ventesimo secolo. Intorno a figure di rilievo anche nazionale, come Adeodato Malatesta, Giovanni Muzzioli, Casimiro Jodi, Mario Vellani Marchi, si raccolgono altre personalità, comprimarie o secondarie, in una ricca rete di relazioni e nel confronto con sempre nuovi modelli artistici.
Oltre settecento opere, descritte in altrettante schede, segnano un ricco panorama di esperienze che spaziano dalle tendenze classiciste di primo Ottocento alla cultura simbolista di fine secolo, dalle forzature espressive del primo Novecento alle sperimentazioni e alle riflessioni contemporanee; mentre le continuative testimonianze del Concorso Poletti, gestito tra il 1870 e il 1945 all’interno delle locali istituzioni accademiche, consentono di ricostruire i meccanismi di adeguamento o di inevitabile resistenza alle correnti artistiche del momento.
Si precisa così anche una geografia artistica fatta di rapporti con altre città: Firenze, Roma e Venezia vi ritornano in vario modo, nel corso del tempo, come inevitabile riferimento per i pittori che hanno operato a Modena o che hanno lasciato la città per cercare fortuna altrove.
Le ricostruite vicende di acquisizione del Museo Civico mettono dunque a fuoco un sempre diverso atteggiamento nei confronti del recente passato, in un dialogo con la storia variamente definito nel corso degli ultimi due secoli.
E’ la storia di una città, dei suoi gusti, delle sue attività, di uno spirito civico espresso attraverso le donazioni che, grazie anche a un attento lavoro di ricerca documentaria, si riassume ora in questa pubblicazione.

Il Museo Civico, fondato nel 1871, appartiene alla schiera di musei locali sorti dopo l’unità nazionale con l’intento di preservare le specificità culturali locali; il carattere eterogeneo e seriale delle sue raccolte ne denuncia la matrice positivista e la funzione didattica. Un importante apporto alla formazione delle stesse si deve tuttavia al collezionismo aristocratico locale di fine Ottocento, grazie al quale arrivarono dipinti, sculture, armi, strumenti musicali e tessuti. L’assetto espositivo storico, risalente al 1900, è stato conservato e valorizzato dal complessivo riallestimento del 1990 in quanto rara e preziosa testimonianza museografica. Nel 1962 la divisione del Museo Civico in due settori distinti ha dato origine al Museo Archeologico Etnologico e al Museo d’Arte, ma i due percorsi espositivi, collegati da una sala che illustra i momenti salienti della nascita dell’istituto, si svolgono in continuità e si presentano come una successione di sale arredate dedicate all’Arte sacra, Terrecotte, Cuoi e carte decorate, Strumenti scientifici, Ceramiche e vetri, Armi e morsi, Tessuti, Raccolte archeologiche, Raccolte etnologiche. Due sale ospitano le collezioni di dipinti antichi donate da Matteo Campori e Carlo Sernicoli, mentre la pittura moderna è conservata in parte a deposito e in parte è visibile nei diversi ambienti come elemento di arredo. Nuclei significativi di dipinti moderni sono esposti in alcune sedi distaccate, quali l’atrio della Biblioteca Poletti, collocata nello stesso palazzo in cui ha sede il Museo, e il Palazzo Comunale. Recentemente il Museo ha acquisito due nuove sale destinate alle esposizioni temporanee che rendono possibile realizzare con regolarità anche esposizioni tematiche dedicate all’ arte degli ultimi due secoli.

Formato: 21 x 29,5

© 2013, pp. 444

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