Seeking Equilibrium: A Study of How College Students with Diverse Cultural Backgrounds Experience Mobile Communication in Everyday Life, S. Sugiyama

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Da Encyclopaideia n° 28, 2010, Anno XIV.

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Abstract

Alla ricerca dell’equilibrio: uno studio delle modalità esperienziali di studenti con diversi background culturali in relazione alla comunicazione mobile quotidiana

Satomi Sugiyama
Franklin College – Switzerland

Questo articolo riporta i risultati di una ricerca sui modi in e attraverso cui i membri di una particolare comunità (gli studenti di un college internazionale) conferiscono un senso alle loro pratiche e strumenti di comunicazione mobile.
Il college é un periodo cruciale nella vita degli studenti soprattutto rispetto allo sviluppo delle relazioni sociali e al potenziale verificarsi di cambiamenti significativi in questo ambito. Quando i ragazzi che sono cresciuti con le tecnologie mobili, raggiungono questo stadio cruciale, il ruolo che queste stesse tecnologie rivestono nella loro vita relazionale merita di essere indagato in profondità. A partire dal quadro teoretico proposto dalla teoria dell’ApparatGeist (Katz & Aakhus, 2002), la ricerca intendeva esaminare come gli studenti di un college esperivano la loro relazione con gli altri e con i loro dispositivi comunicativi in relazione al loro essere tutti lontani da casa e provenienti da paesi con diversi background culturali e linguistici.
Lo studio eminentemente qualitativo si é avvalso di interviste in profondità analizzate da un punto di vista fenomenologico mirante a cogliere il senso attribuito alle pratiche e ai dispositivi di comunicazione all’interno del conteso discorsivo. Le interviste sono state effettuate tra il 2007 e il 2008 all’interno di una università internazionale, in Svizzera. Allo scopo di raccogliere “storie di vita personali” (Van Manen, 1997, p. 67) e ottenere il punto di vista di studenti che avessero un diverso background culturale, é stato utilizzato un campione mirato. Sono state raccolte e analizzate 15 interviste in profondità. Il primo tema emergente dall’analisi riguarda il modo con cui questi studenti di college esperiscono le loro relazioni sociali mediate dal telefono cellulare e il cellulare stesso: una tensione costante tra poter esercitare un controllo ed essere controllati. Da questo punto di vista risulta particolarmente interessante notare i diversi modi con gli studenti negoziano la loro posizione all’interno di queste due forze dialettiche e mediano tra istanze incompatibili.
La consapevolezza di questa dimensione cruciale dell’uso del cellulare (il controllo, agito o subito) sembra portare questi studenti cresciuti con il telefono cellulare, a chiamarsi fuori da ciò che l’oggetto in quanto tale rende possibile. Attraverso questa strategia di distanziazione cercano – e in parte presumono – di trovare un equilibrio nella loro relazione con gli altri e con questo oggetto “potente”. Questo equilibrio fondamentalmente consiste nel fare in modo che “gli altri” non invadano il Sé. Gli studenti sembrano supporre che – data l’esistenza del telefono cellulare – in mancanza di questa manipolazione della manipolazione i confini tra soggetto e oggetto rischierebbero di confondersi fino a sparire.
La teoria dell’ApparatGeist suggerisce che il contatto perpetuo può conferire un certo tipo di potere (empower) all’individuo. Questa ricerca solleva una domanda: a chi viene conferito questo potere? Le dinamiche di potere insite nell’uso del cellulare e in qualche modo inscritte nel suo stesso progetto tecnologico, sembrano dipendere dalle circostanze, dagli attori sociali coinvolti, da preesistenti quadri relazionali, oltre che ovviamente da ciò che la tecnologia consente di fare. Inoltre, tali dinamiche sono fluide, costantemente soggette a variazione in modi che non ci consentono di stabilire che il cellulare conferisce potere al suo utilizzatore. E questa é probabilmente la ragione per cui questi studenti sono così consapevoli della dimensione del “controllo”. Nel processo costante attraverso cui negoziano la relazione di potere tra sé e gli altri e tra sé e la tecnologia, cercano una sorta di equilibrio tra poter controllare ed essere controllati e tentano di distribuire e alternare le posizioni rispettive del “chi controlla chi”.
La ricerca di equilibrio si manifesta in interazioni sociali osservabili, per esempio attraverso l’analisi di chi chiama chi ma può anche essere indotta dal modo con cui gli studenti attribuiscono un senso, analizzano e valutano il loro stesso uso del cellulare. La ricerca di equilibrio implica tensioni e frustrazioni e tuttavia questa dialettica tipica delle relazioni di potere é inerente alla maggior parte delle relazioni interpersonali Il che significa che essa non é determinata, prodotta o altrimenti causata dal cellulare. Ciò che é significativo rispetto alla presenza del cellulare nella vita quotidiana é che esso ha incrementato la rilevanza di tale dimensione rendendo possibile il contatto perpetuo. Come Katz e Aakhus (2002) sostengono, “l’astuzia dello spirito di un apparato può consistere non tanto nell’ insieme di soluzioni pratiche che offre quanto nell’insieme di frustrazioni che presenta” (p. 309).
Il risultato generale di questa ricerca – per l’appunto la ricerca di equilibrio – sembra un tratto cross culturale. É tuttavia possibile supporre che tale dimensione sia da collegare non tanto alle culture di appartenenza e ai diversi background nazionali, quanto a ciò che i membri di questa comunità hanno in comune: il loro essere cresciuti con il cellulare e la loro vita di studenti all’estero impegnati a mantenere e dosare le loro relazioni sociali sia locali che a distanza. Su questo tratto comune si stagliano tuttavia alcune differenze significative. Gli studenti provenienti dai paesi arabi, per esempio, mostrano una particolare enfasi in questa ricerca di equilibrio e nei loro discorsi si trovano riferimenti al controllo genitoriale o all’abuso o uso improprio del cellulare che non si ritrovano nelle interviste di studenti provenienti da altre aree geografiche. Sembrerebbe che gli studenti dei paesi arabi, almeno quelli che hanno partecipato a questo studio, stiano cercando i modi e la misura per delimitare il ruolo e il posto del cellulare nella loro vita quotidiana mentre altri studenti sembrano piuttosto averla già trovata. Che questo dipenda o meno da qualcosa come “la loro cultura” é tutta un’altra questione. Il processo di intepretazione di una stessa tecnologia varia anche nel tempo ed é ipotizzabile che i significati attribuiti a una stessa tecnologia e persino gli usi non siano necessariamente costanti in tempi e luoghi diversi. Una micro analisi dei significati culturali delle tecnologie nel caso dei giovani giapponesi (Sugiyama, 2010), suggerisce che possano in effetti essere in gioco alcune peculiarità culturali.
Questi dati non certo definitivi suggeriscono la necessità di ulteriori analisi sulla natura culturalmente situata del processo di dotazione di significato delle tecnologie. Studiare i modi con cui le persone in culture diverse attribuiscono un significato e dotano di senso le tecnologie nella loro vita quotidiana, dovrebbe consentire una comprensione più ricca e approfondita dello stesso “spirito dell’artefatto” ossia di come i dispositivi di comunicazione mobile stiano partecipando alla costruzione delle persone, delle culture e delle comunità.

Parole chiave: Teoria dell’Apparatgeist – Mondo Arabo – Studenti Universitari – Cultura – Communicazione Mobile – Fenomenologia – Relazioni Sociali – Adolescenza

English Abstract

College is a time for significant development and possible change in social relationships. As children who grew up with mobile technologies start reaching this critical stage, the role mobile technologies play in the relational life of college students deserves research attention. Drawing on the Apparatgeist theory, this study examines how college students are experiencing mobile communication while studying away from home, as well as how those with diverse cultural backgrounds explain such experiences. A qualitative analysis of interviews highlights the dialectical force regarding controlling and being controlled. By being aware of the force, they seek to maintain some equilibrium with others and with this powerful object. Furthermore, the effort for seeking equilibrium appears to be more pronounced among the Arab students at this moment. Continuing to examine how people make sense of the mobile in everyday life across cultures should warrant further understanding of the Apparatgeist – what the mobile is becoming, constantly invigorating people and cultures.

Keywords: Apparatgeist Theory – Arab Culture – College Students – Culture – Mobile Communication – Phenomenology – Relationships – Youth

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